Ndrangheta: il boss di San Luca Francesco Pelle, catturato a Lisbona

Pelle sarebbe stato arrestato in una clinica di Lisbona

Ndrangheta:  il boss di San Luca Francesco Pelle, catturato a  Lisbona
Ndrangheta:  il boss di San Luca Francesco Pelle, catturato a  Lisbona

AdnKronos, i carabinieri di Reggio Calabria hanno individuato in Portogallo il boss Francesco Pelle, alias 'Ciccio Pakistan', protagonista della faida di San Luca e fra i primi 30 latitanti più pericolosi. Pelle sarebbe stato arrestato in una clinica di Lisbona, dove si trovava perché positivo al Covid. Pelle si trova ora in stato di fermo portoghese. Il prossimo passo sarà l’estradizione, a seguito della quale in Italia gli sarà notificata l’ordinanza di arresto.

Il 29 marzo 2021, in Lisbona, personale dell’unità nazionale antiterrorismo della policia judiciaria portoghese, ha dato esecuzione al provvedimento restrittivo a carico di Francesco PELLE (conosciuto come Ciccio Pakistan), latitante di massima pericolosità inserito nel programma speciale di ricerca del Ministero dell’Interno.

Il PELLE, condannato in via definitiva alla pena dell’ergastolo in quanto riconosciuto colpevole di omicidio aggravato dalle finalità mafiose in danno di Maria Strangio, cl. ‘73 (la cosiddetta “strage di natale del 2006”, la cui risposta della consorteria avversaria ė la successiva “strage di Duisburg” del 2007), era latitante dal giugno 2019, allorquando, poco prima della sentenza della Corte di Cassazione che ne decretò la condanna definitiva, fece perdere le sue tracce.

Le attività di Polizia Giudiziaria hanno beneficiato dei canali di cooperazione internazionale attivati dai Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, che da tempo beneficiano dell’assistenza tecnica del progetto I-CAN, una rete internazionale interforze a contrasto di una delle mafie più pericolose al mondo, la ‘Ndrangheta.

I Carabinieri  Reparto Operativo reggino, collaborato dai colleghi del Gruppo di Locri e della Compagnia di Bianco, nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, nelle persone del Procuratore Giovanni Bombardieri, del Procuratore Aggiunto Giuseppe Lombardo e del Sostituto Procuratore Alessandro Moffa, da tempo erano sulle tracce  del latitante ed in ultimo lo avevano localizzato proprio nella penisola iberica, dove è stato arrestato in una struttura ospedaliera lusitana.

 

Era diventato “famoso” per la rivalità con l’altro clan quello dei Nirta, e l’omicidio di Giovanni Nirta a cui quest’ultimo sopravvisse,  ma non la moglie.

Cosa accadde? Due erano le cosche rivali: i Nirta-Strangio e i Pelle-Vottari; si mise di mezzo per trovare un punto d'accordo, Antonio Pelle, detto 'Ntoni Gambazza.

La sua conversazione venne però registrata:

un’intercettazione inedita, contenuta in un’informativa che i Ros di Reggio Calabria ha recentemente consegnato ai magistrati
 
L’ambientale viene registrata all’interno del carcere. I due interlocutori sono Francesco Barbaro, capo assoluto dell’omonima cosca di Platì’ e Giuseppe Pelle, suo cognato, ma soprattutto figlio di Gambazza. Ecco il testo:
 
Pelle: “Due giorni prima avevamo chiamato a uno zio di Franco, di mio cognato”.
Barbaro: “A chi?”
Pelle: “A Micu chiamarono (si tratta di Mico Papalia, capo carismatico da 25 anni in carcere, dopo aver comandato a Milano, ndr). Lo abbiamo chiamato e gli abbiamo detto, senti quello che ti dico, stai attento, tieni questi ragazzi perché se voi non siete contenti di quello che hanno fatto e di quello che si è fatto, noi chiamiamo chi dobbiamo chiamare, gli diciamo che non vogliamo sapere niente e ognuno e voi fate i fatti vostri. Non è che ci combinate qualche pagliacciata e fate che i cristiani ci ridono sopra di noi! No, no. La mattina di Natale viene Franco lì sotto”.
Barbaro: “Chi?”
Pelle: “Lì a casa, Franco mio cognato è venuto lì. gli abbiamo detto state attenti, tenetevi questi ragazzi. Quando erano le due è successo il fatto. e allora arrivato a questo punto fatela voi”.
Barbaro: “Hanno fatto e non hanno fatto niente”.
Pelle: “Non hanno fatto niente. Si sono messi sopra un asino bianco ed è morta una madre di famiglia”.
Alla fine Francesco Barbaro invita il genero alla prudenza, mostrandosi anche preoccupato per la possibile reazione dei Nirta dopo la morte della moglie.
Pelle: “Stai tranquillo, a noi altri, suocero, non hanno il diritto di toccarci, noi gli abbiamo spiegato le cose come stanno”.
Eppure il boss di Platì è convinto che l’omicidio di Natale abbia peggiorato le cose.
Barbaro: “Là devono vedere di chiudere altrimenti arrestano a tutti. Ormai là è morta la femmina, qua è morto l' uomo. Parlate con Ciccio Mammoliti (ndr, uomo considerato vicino alla famiglia Nirta-Strangio) e gli dici che hai parlato con tuo suocero e ha detto di vedere di chiudere altrimenti alla fine arrestano tutti, da una parte e dall’altra”.
Pelle: “Glielo dico, glielo dico. Vado e glielo dico questo fatto. Glielo dico a nome vostro”.
Barbaro: “Diteglielo che ho detto io di vedere che si riuniscano tra di loro e la chiudono”
Pelle: “E’ buono per tutti, pure per il paese stesso, avete visto. Vi dico che il paese è un deserto. Ieri sera sono andato per il visto e a prendermi il permesso per venire qua, e sono andato verso le dieci. Ma se uno rompe la macchina o come cammina nel paese inciampa non c' è neanche chi lo alza da per terra. Era arrivato un periodo che vi dico. Che in quel periodo mentre succedevano queste cose, quando si erano seduti e avevano fatto, ma vi dico che il paese era invidiabile davvero”.
Barbaro: “Sì, sì”.
Pelle: “Nessuno faceva trucchi”.
Barbaro: “Parlate con questi due. Con Mico e con Ciccio. Li chiamate, li salutate e gli dite che abbiamo parlato con mio padre. Di vedere presto prima che questo combina qualcosa! Voi gli dite di chiuderla e di chiuderla buona fra voi altri, e poi chi manca se la rompe qualcuno chi è andato a romperla, ci voltiamo tutti contro, gli voltiamo tutto il paese contro”. (dm)

Ricordiamo che la  faida di San Luca iniziata nel ’91 per un banale lancio di uova e culminata con la strage di Ferragosto.

Da quell'episodio seguirono una serie di omicidi.