Spiati giornalisti, attivisti dei diritti umani e manager nel mondo: scoppia il caso Pegasus

Vari governi autoritari avrebbero spiato illegalmente i loro cellulari usando il software Pegasus - dell'israeliana NSO Group

Spiati giornalisti, attivisti dei diritti umani e manager nel mondo: scoppia il caso Pegasus
Spiati giornalisti, attivisti dei diritti umani e manager nel mondo: scoppia il caso Pegasus

Spiati giornalisti, attivisti dei diritti umani e manager nel mondo: scoppia il caso Pegasus. Vari governi autoritari avrebbero spiato illegalmente i loro cellulari usando il software Pegasus - dell'israeliana NSO Group

Un'indagine giornalistica di 17 testate, partita da una fuga di notizie, ha permesso di svelare come attivisti per i diritti umani, reporter e avvocati siano stati soggetti ad un'attività di intelligence da parte di alcuni governi che li avrebbero spiati con il software Pegasus dell'israeliana NSO Group. Emergerebbe che la tecnologia sarebbe stata usata anche dal governo ungherese di Victor Orban nell'ambito della sua guerra ai media. Vi avrebbero fatto ricorso, tra gli altri, anche l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti. Fra i numeri identificati finora ci sarebbero quelli di diversi capi di stato e premier, oltre che di reporter. Nello specifico l'abuso diffuso e continuo di un malware di nome Pegasus, venduto dalla società di sorveglianza israeliana NSO Group, ha consentito di estrarre dagli smartphone, sia iPhone che Android,  foto, messaggi ed e-mail, ma anche di registrare chiamate e far partire il microfono all'insaputa del proprietario. NSO Group assicura che Pegasus è destinato esclusivamente alla lotta della criminalità e del terrorismo, ma i documenti a cui hanno avuto accesso prima Forbidden Stories e Amnesty International, poi un consorzio di oltre una dozzina di media compreso il britannico Guardian, lascia intendere qualcosa di diverso. Comprendono un elenco di 50mila numeri di telefono che sarebbero stati "acquisiti" tramite Pegasus. Le identità delle persone, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti", il cui numero compare nell'elenco saranno pubblicate nei prossimi giorni. Si tratta di funzionari governativi, sindacalisti, accademici, personale di organizzazioni non governative, dirigenti aziendali, religiosi e anche soggetti politici con incarichi di rilievo. Compresi presidenti e primi ministri. Ci sarebbero anche i familiari stretti di un sovrano, messi sotto controllo probabilmente dallo stesso monarca. I giornalisti che compaiono nell'elenco sono oltre 180, appartenenti a quasi tutte le testate più autorevoli del pianeta. I governi ritenuti clienti di NSO Group sono almeno 10: Azerbaigian, Bahrain, Kazakistan, Messico, Marocco, Ruanda, Arabia Saudita, Ungheria, India ed Emirati Arabi Uniti. Più di 15mila numeri di telefono sono di provenienza messicana, dove è noto che Pegasus è stato acquistato da varie agenzie governative. NSO Group che commercializza Pegasus solo ad agenzie d'intelligence, forze di polizia e forze armate in 40 nazioni, ha replicato, bollando come “false affermazioni” le presunte attività illecite dei suoi clienti e descrivendo la cifra di 50mila numeri come esagerata.