Orticaria cronica, malattia invalidante, aiuto dall'alimentazione

del Dr. Di Lernia Michele

Orticaria cronica,  malattia invalidante, aiuto dall'alimentazione

ORTICARIA CRONICA: AIUTIAMOCI CON L'ALIMENTAZIONE

L'orticaria cronica è una malattia invalidante, purtroppo non riconosciuta come tale dal SSN italiano e che colpisce l'1% della popolazione. Ma il dato più importante è che si stima che circa i 2/3 delle orticarie croniche è di tipo autoimmune. Questo vuol dire che il paziente che ne è affetto produce anticorpi che anziché proteggerlo da pericoli esterni aggrediscono alcune componenti specifiche dei propri tessuti. Nelle persone geneticamente predisposte questo si traduce in una interferenza nei meccanismi responsabili dei processi infiammatori con continuo rilascio di istamina, l'agente responsabile della formazione di rossore, pomfi e prurito.

Chi ne soffre ha una qualità di vita compromessa perchè, a differenza delle classiche allergie, la causa è dentro sé stessi e quindi non evitabile.

Che fare in questi casi? Si possono, e si devono, percorrere due strade, non necessariamente alternative.

La prima è quella di una visita allergologica, necessaria per l'inquadramento della patologia e per la terapia a medio e lungo termine atta a tenere sotto controllo la sintomatologia con antistaminici e cortisonici.

La seconda, lavora, se possibile, sulla causa, cioè, gli anticorpi. Esiste, infatti una stretta relazione fra il cibo e le patologie autoimmuni proprio a causa del fenomeno immunologico che va sotto il nome di “mimetismo molecolare”. Questo è un fenomeno osservato in diversi contesti è sembra essere il miglior sospettato delle malattie autoimmuni. Di solito a scatenare la patologia è un'infezione specifica in un soggetto geneticamente predisposto, perchè a livello molecolare, molte strutture proteiche, lipoproteiche o glicoproteiche di agenti estranei (patogeni o alimenti) somigliano molto a quelle delle nostre cellule. Il nostro sistema immunitario normalmente non produce anticorpi che ci aggrediscono grazie a tutta una serie di meccanismi di controllo, ma, a volte, la necessità di intervenire in tempi rapidi porta a saltarne qualcuno con possibile produzione di autoanticorpi. Se, poi, le componenti molecolari riconosciute sono le stesse che si ritrovano anche nel cibo che mangiamo tutti i giorni il gioco è fatto: ogni volta che mangiamo quel determinato alimento, il sistema immunitario viene ingannato perchè lo riconosce erroneamente come parte di organismi patogeni, attiva la reazione infiammatoria con produzione di autoanticorpi e scatena la patologia autoimmune, di cui l'orticaria cronica autoimmune ne è solo un esempio.

Personalmente ho potuto aiutare molti pazienti a risolvere questi problemi identificando quali alimenti specifici venissero erroneamente riconosciuti dal sistema immunitario. Una volta identificati ed allontananti, la patologia, come per magia scompare. Certo ci vorrà del tempo ed un percorso nutrizionistico specifico per riabituare il sistema immunitario a non reagire più in maniera scomposta al cibo, ma la qualità di vita migliora nettamente, quasi fin da subito.

Purtroppo, per quanto ne sappiamo fino ad oggi, non esistono alimenti specifici che valgono per tutti, ma vanno ricercati per ogni singolo paziente, perchè ciascuno di noi, a causa della variabilità genetica, sviluppa una risposta personalizzata.

Il mio compito è quindi quello di una indagine personalizzata sull'assetto anticorpale, utile a tracciare un percorso nutrizionistico personalizzato, di durata variabile dai tre ai sei mesi ma che già dopo una sola settimana risolva la sintomatologia. Tradotto in parole povere, nella stragrande maggioranza dei casi questo vuol dire smettere di prendere i farmaci già dopo una sola settimana di dietoterapia e riprogrammare il sistema immunitario rendendolo più tollerante nei confronti degli alimenti quotidiani