No TAV, agguato alla Polizia con chiodi

Protesa del Sindacato di polizia fsp

No TAV, agguato alla Polizia con chiodi

Maccari (Fsp): NO/TAV ORMAI SIMBOLO DI ACCANIMENTO CONTRO LE FORZE DI POLIZIA

L'agguato alla colonna degli automezzi della Polizia di Stato diretti al cantiere della Tav in Valle di Susa con chiodi a tre punte nella galleria Cels dell'autostrada A32 non è solo un fatto grave ma un vero e proprio attentato terroristico.

E la colpa ricade anche nei confronti di chi da anni consente a gentaglia intrisa di ideologie violente e antistato, che stanno elevando pericolosamente il livello dello scontro, di poter anche solo pensare ad azioni di questo tipo. Come di poter impunemente inscenare una manifestazione contro un gruppo di Poliziotti che stavano consumando il pasto in un locale, oltraggiandoli, urlando loro le più bieche bestemmie e sbeffeggiandoli successivamente sui social per la “ritirata alla bersagliera” che i Poliziotti hanno compiuto. Senza reagire si innesta un pericoloso sentimento di impunità nelle menti bacate di questi pseudo attivisti e difensori della “natura”.

Lo dichiara Franco Maccari, V. Presidente Nazionale del Sindacato di Polizia (Fsp).

Inutile che il Questore, in buona compagnia con l’assordante silenzio del Ministro dell’Interno troppo occupato a ricevere gruppi di Ong, assicuri che sono “in corso accertamenti della Digos per individuare i responsabili e assicurarli alla giustizia”! Ci mancherebbe anche che non si cercassero i delinquenti per accompagnarli ad organi giudiziari che fintamente e stancamente si pronunceranno fra anni.....! Ma la domanda vera che si dovrebbero fare i Responsabili delle varie Autorità, conclude Maccari,  è: “Cosa pago, cosa rischio io se non metto in condizioni di difendersi chi dovrebbe difendere i cittadini”? Come posso permettere che si garantisca la libertà di manifestare a tutti per i più disparati motivi se in realtà finisco per garantire chi ha perso il senso e l’obiettivo da raggiungere ed agisce invece con l’unico scopo di attentare alla vita degli Operatori delle Forze dell’Ordine, di sbeffeggiare le divise, di insultare a piacimento, di lordare e frantumare le attività e cose pubbliche e private? A chi rispondo se sono pavido, ignavo, irresponsabile? E se le mie inazioni sono la vera causa di azioni illegali e furfantesche come rispondo almeno alla mia coscienza?