Mauritius, nessun disastro ambientale

di Mauro Rango

Mauritius, nessun disastro ambientale

Devo raccontarvi qualcosa che vi creerà non pochi problemi (forse qualcuno anche a me) e, probabilmente molti di voi reagiranno  cominciando a dubitare della mia salute mentale.
Ma ritengo che sia arrivato il momento di dire la verità su un fatto importante. 
Perché?
Per due ragioni. 
La prima perché nessuno la dice.
La seconda perchè ci riguarda più da vicino di quanto sembri ad una prima impressione.

In luglio tutto il mondo vide le immagini di una petroliera che si era spezzata sulla barriera corallina di Mauritius.
Tutto il mondo apprese di un disastro ambientale senza precedenti.
Tutti, in tutto il pianeta, vennero a sapere che si trattò della follia di un comandante che dichiarò che si era avvicinato alla costa in cerca della connessione internet.

Tutti i media del mondo riportarono con grande enfasi e drammaticità, servizi ricchi di immagini e di emozioni. Molti di voi mi avete scritto, dispiaciuti, solidali.

NULLA DI TUTTO QUELLO CHE AVETE VISTO O LETTO RISPONDE A REALTÀ.

NESSUNA PETROLIERA si è mai spezzata sulla barriera di Mauritius.
(Dura da accettare eh? Avete in testa le immagini, la TV, i giornali, non può essere eh?...vi capisco...)

Non vi è stato ALCUN DISATRO AMBIENTALE.
La nave, piccola, che trasportava container e NON petrolio ha urtato la barriera. Pochissimo del suo proprio carburante è uscito ed è stato COMPLETAMENTE subito rimosso.

NON È VERO che il comandante è uscito di rotta per cercare una connessione internet nei pressi di Mauritius.

La nave viaggiava fuori rotta da molti giorni.

Passò davanti casa mia (mi trovo a 600 km ad est di Mauritius) già ampiamente fuori rotta. 
Chiamai la governante per mostrarle quella stranezza di una nave che passava vicino alla nostra isola. In 20 anni non ne avevamo mai vista una. Semplicemente perché non c'è nessuna rotta che passi davanti a casa mia. (Le rotte sono come le strade. Fissate. Sono quelle. Non si sgarra.)

Il viaggiare fuori rotta ha permesso a quella nave di sfuggire al rilevamento da parte dei satelliti deputati alla sorveglianza e alla segnalazione d'allarme alla capitaneria di porto di Mauritius.

Le navi di quella compagnia giapponese hanno le più avanzate tecnologie a bordo riguardanti le comunicazioni, pertanto sono stabilmente e permanentemente connesse ad internet (dunque non siamo di fronte ad un altro Schettino come molti di voi avranno pensato) ma ad un comandante che mente ben consapevole di mentire.

Alcuni giorni dopo che i mezzi di comunicazione trasmettevano le notizie false che ben conoscete, una giovanissima leader di una ONG mauriziana chiamò inaspettatamente e inusualmente all'appello su Facebook il popolo contro il Governo, a detta di questa ragazza,  responsabile del disastro (che non c'era).

Centinaia di migliaia di firme sostengono nelle varie piattaforme (ancora attive oggi) petizioni legate ad un disastro ambientale inesistente.

Alla fine, il popolo ha manifestato contro il Governo. 
Prima manifestazione popolare della storia di Mauritius contro un governo. 
Un governo che nulla aveva a che vedere con l'accaduto.

Il primo governo non corrotto, che aveva risollevato l'economia (prima del Covid) spinta verso il basso dal governo precedente il cui Primo Ministro è imputato di tanti capi di accusa legati a frode, corruzione, malversazioni da far sembrare certi politici occidentali dei debuttanti allo sbaraglio.

La sua amante, intestataria di beni acquistati chissà con quali soldi, fu arrestata e incarcerata a Parma. Dovettero inventare un trattato di estradizione. 

Ora il popolo rivuole quel governo lì (il sistema a Mauritius è sostanzialmente bipolare).

L'attuale governo che dovrà andarsene è un governo che, con i suoi limiti (soprattutto di ingenuità), ha cercato di fare il bene del popolo. La sola cosa che voi già sapete di questo governo è che si è rifiutato di sottostare alle pressioni per il ritiro di plasma e idrossiclorochina (che sono ancora nei protocolli ufficiali sebbene non vi sia più il Covid da mesi).
Ma ha fatto tante altre cose non in linea con i desiderata occidentali. Solo per citarne una: ha agito presso la Corte di Giustizia Internazionale per riottenere la sovranità su un'isola che il Governo Britannico aveva "affittato", prima dell'indipendenza, agli Stati Uniti cacciando tutti gli abitanti. L'isola si chiama Diego Garcia ed è, in assoluto, la più grande base militare del mondo. 
La Corte di Giustizia Internazionale ha accolto il ricorso del governo mauriziano e ha emesso il verdetto per la restituzione dell'isola alla Repubblica di Mauritius. (Cosa che il Consiglio di Sicurezza dell'ONU non credo permetterà. Ma è una personale supposizione.)

Insomma, un governo che, ingenuamente,  pensa a governare il suo popolo prima di occuparsi di geopolitica.

 Ma per noi di Ippocrate si tratta, innanzitutto, di un Governo che ha consentito e consente tuttora le cure che noi sosteniamo da sempre. 

Mi sentivo di dover compiere questo atto, consapevole di quello che potrebbe comportare.

Abbiamo, ormai, più di qualche giornalista nel Movimento. Nel caso foste interessati (e i vostri direttori vi permetessero di pubblicare) vi esibirei le prove di quanto ho appena affermato.