Cutolo, uno dei tanti omicidi, quello di Giuseppe Salvia di Poggioreale

«Mi auguro si sia pentito con se stesso davanti a Dio prima di morire». Claudio Salvia, figlio di Giuseppe.

Cutolo, uno dei tanti omicidi, quello di Giuseppe Salvia di Poggioreale
Cutolo

Giuseppe Salvia, il sacrificio da ricordare. Nel 1980 si scontrò direttamente con Raffaele Cutolo, poiché al rientro da un'udienza in un processo, il boss di Ottaviano non volle essere perquisito, come prescritto dal regolamento. Al rifiuto degli agenti penitenziari, che temevano ripercussioni, il vicedirettore perquisì personalmente il capo della NCO. Il boss reagì tentando di schiaffeggiarlo. Il 14 aprile del 1981 Salvia fu ucciso in un agguato sulla tangenziale di Napoli, avvenuto all'altezza dello svincolo dell'Arenella

Uno dei tanti servitori dello Stato, Giuseppe Salvia, che pur consapevole della statura criminale di Cutolo, cercò di fargli rispettare la regola della perquisizione al rientro dal processo.

Capiva di rischiare la pelle, ma non volle fare distinzione tra un detenuto e l'altro e venne ammazzato dalla camorra, su indicazione di Cutolo, che non aveva tollerato lo "sgarro".

Sei gli uomini ritenuti esecutori materiali del delitto, tra cui Mario Incarnato e Roberto Cutolo. L'ordine era stato trasmesso a Rosetta Cutolo, che a sua volta avrebbe dato l'incarico al gruppo criminale.

Lo Stato si è ricordato di lui, Il carcere di Poggioreale, dove Salvia prestava servizio, è stato a lui intitolato nel 2013.

«Mi auguro si sia pentito con se stesso davanti a Dio prima di morire». Claudio Salvia, figlio di Giuseppe.

Lo Stato e l'è cavata con una targhetta, mentre avrebbe potuto almeno tentare di salvare Giuseppe.