Crisi di governo: riflessioni e opportunità  

Una riflessione dopo il chiacchericcio. 

Crisi di governo: riflessioni e opportunità  
Porrini

In questi giorni abbiamo assistito ad una crisi di governo. Ad una crisi,  non alla crisi. Ad una crisi, perchè questa situazione si ripete più o meno  a cadenza annuale. 66 governi in 73 anni di Repubblica. Solo due  Presidenti del Consiglio sono riusciti a governare per l'intera legislatura.

  Ci stiamo stupendo per il "mercato delle vacche", per i presunti sedicenti  "costruttori" o "responsabili", ci indigniamo per i vari trasformisti. Oggi  hanno un nome, domani quei nomi saranno cancellati dalle nostre menti  e dalla storia, e in quei spazi bianchi ci sarà il posto per altri nomi, altri  fatti. Ciò che è veramente grave, non è cosa sta succedendo, è grave il  fatto che nel quadro normativo costituzionale possa esistere una  situazione simile.  

In questi momenti capiamo quanto siano deboli in realtà le istituzioni  che avrebbero il compito di rappresentarci. Ma proprio perché esse  detengono l'alto compito rappresentativo, chiediamoci se veramente ci  sentiamo così tanto mediocri da sentirci rappresentati da tutto questo.  Riguardate il dibattito parlamentare, rileggete le dichiarazioni di questi  giorni sui giornali e chiedetevi se vi sentite meritevoli di essere  rappresentati in questo modo. Voi, la vostra personalità, la vostra  quotidianità, la vostra professione, i vostri sogni.  

Io me lo sono chiesto. E penso proprio che così non va. Quando vado a  votare voglio avere la sicurezza che chi voto mantenga fede alla fiducia  data. Se voto il parlamentare Mario Rossi nelle liste di un partito che  dice azzurro, Mario Rossi in Parlamento non può dire giallo. Tradirebbe  la mia fiducia. Mario Rossi ha tutta la libertà di poter e voler cambiare  idee e posizioni, ma se è stato votato per dire azzurro, può dire e  propagandare giallo dopo essersi dimesso dal posto in cui è stato votato  per dire e difendere l'azzurro. Si chiama vincolo di mandato. Andrebbe  eliminato l'articolo 67 della Costituzione, che va proprio nella direzione  opposta: tu voti Mario Rossi che dice azzurro, arriva in Parlamento e  dice verde, giallo, nero, marrone. Se non fosse vero, non vi sembrerebbe  paradossale?  

Tra le varie cose assurde, sarà mica normale che un partito mai votato da  nessuno, possa nascere a legislatura in corso e occupare posti in  Parlamento? Come è possibile? Se il Parlamento è un organo 

rappresentativo, un partito che nasce durante la legislatura, e quindi non  è stato votato da nessuno, chi rappresenta? 

Ogni 5 anni andiamo a votare con una legge elettorale che cambia a  seconda dei sondaggi del momento. Proporzionale, Mattarellum,  Porcellum, Italicum. Possibile che non si riesca a fare una legge  elettorale che possa restare perennemente in vigore? Invece di cavalcare  i sondaggi, si consideri che dalle elezioni deve uscire un vincitore e uno  sconfitto. Possibile che per formare un governo in Italia occorra perdere  mediamente 5, 6 mesi per fare accordi tra partiti, radunare  ammucchiate, patti, contratti di governo, compromessi, liti sulle nomine  di ministri e sottosegretari? Non è difficile. Chi vince governa, chi perde  sta all'opposizione per la durata della legislatura. Basterebbe copiare la  legge elettorale in vigore nei comuni e applicarla al parlamento. Non  bisogna inventare nulla. In questo modo chi vince avrebbe la possibilità  di poter realizzare il programma con il quale si è presentato ai cittadini e  ha ricevuto la fiducia.  

A proposito di comuni. Qui andiamo al fulcro del problema  rappresentativo. Perchè dobbiamo limitarci a votare i parlamentari? Per  me ogni cittadino dello Stato deve avere massima autorevolezza, per cui,  non vedo motivo per il quale ogni cittadino non possa esprimere il nome  e cognome della massima carica dello Stato: il Presidente della  Repubblica.  

Troppo stravolgimento? Continuiamoci a chiedere se è meglio stare nelle  condizioni in cui ci siamo abituati, o se forse, vale la pena riscrivere le  regole.